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OncoDermatologia

Selezione della dose iniziale di UV-B a banda stretta nel trattamento della psoriasi cronica


E' stata confrontata la fototerapia con raggi ultravioletti di tipo B ( UV-B ) a banda stretta ( lampada TL-01 ) per la psoriasi con dosi iniziali individuali basate sulla determinazione della dose minima eritematogena ( MED ) rispetto a una dose iniziale standard fissata, ed è stato fatto un confronto relativo all’efficacia di un regime del 70% di dose MED rispetto a un regime del 50% di dose MED.

E' stato effettuato uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, in un singolo Centro in Scozia.
Un totale di 210 pazienti adulti ( 207 fototipi da I a III ), sono stati assegnati al trattamento della psoriasi cronica con UV-B a banda stretta.

Lo studio è stato disegnato per avere il 90% di capacità di rilevare una differenza di 3 o più trattamenti rispetto alla clearance e/o alla minima attività residua ( MRA ) tra i gruppi.

La fototerapia UV-B a banda stretta è stata assegnata in base a 3 regimi standard, differenti soltanto per il metodo di selezione della dose iniziale. Le dosi di partenza assegnate in modo casuale erano ( 1 ) dose iniziale fissa, ( 2 ) 70% di dose MED individuale, e ( 3 ) 50% di dose MED individuale.

Il numero di trattamenti per ottenere la clearance e/o la minima attività residua della psoriasi era la principale misura di efficacia, con i cambiamenti nei punteggi all’indice PASI ( Psoriasis Area and Severity Index ) e all’indice PDI ( Psoriasis Disability Index ), come misure secondarie.

Non ci sono state differenze significative riguardo al numero di trattamenti per la clearance e/o la minima attività residua tra i tre gruppi o nelle percentuali di raggiungimento della clearance in ciascun gruppo.

Un maggior numero di eritemi si è verificato nel gruppo con dose di partenza 50% di MED ( 39% ) rispetto al gruppo 70% ( 24% ) o al gruppo con dose iniziale fissa ( 24% ) ( P =0.07 ).

In conclusione, i metodi di determinazione della dose di partenza per questa popolazione con fototipo predominante I e II, trattata tre volte alla settimana, con riduzione incrementale della dose dal 20% al 10%, non hanno influenzato significativamente l'efficacia del trattamento.
Se ci fosse stata una differenza clinicamente importante in termini di efficacia sarebbe probabilmente stata rilevata. Pertanto, basando la dose iniziale su valutazioni individuali della MED non viene influenzata l'efficacia del trattamento in una popolazione con fototipo da I a III, anche se resta importante per la sicurezza del paziente.
Resta la possibilità che in una popolazione che comprende individui con una più ampia gamma di sensibilità eritematogena, basare la dose iniziale sul test MED possa avere un impatto importante sull'efficacia del trattamento. ( Xagena2011 )

Dawe RS et al, Arch Dermatol 2011; 147: 168-174


Dermo2011



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